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Sgravi selettivi sulla produttività

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Sgravi selettivi sulla produttività
11-10-2012

Una proroga dal 1° gennaio al 31 dicembre 2013 ma agganciata a una «speciale agevolazione» collegabile a un nuovo meccanismo maggiormente selettivo da definire nelle prossime settimane. È questa la rotta che il Governo ieri sembra aver deciso di seguire per rifinanziare la detassazione del salario di produttività facendo leva su una dote di 1,2 miliardi per il prossimo anno e di altri 400 milioni per il 2014.
Questa misura compariva nel testo d'ingresso del disegno di legge di stabilità all'esame del Consiglio dei ministri e in questi termini è stata presentata anche alle parti sociali nell'incontro del pomeriggio. Ma sul tavolo dei ministri rimaneva anche una seconda opzione: una proroga secca di un anno della detassazione "classica" con la cedolare al 10% da estendere però anche al personale del comparto della sicurezza e della difesa. Il tutto mettendo sul piatto 1,6 miliardi nel 2013 e 526 milioni per l'anno successivo. Con il trascorrere delle ore questa ipotesi ha perso tuttavia di consistenza in favore di un intervento che, nelle intenzioni dell'Esecutivo, dovrebbe premiare chi risulta effettivamente più produttivo. Ma su questo punto il testo d'ingresso approdato in Consiglio dei ministri non fornisce ulteriori chiarimenti. Nella bozza di cui il Sole 24 Ore è entrato in possesso si afferma che per la proroga del 2013 «è introdotta una speciale agevolazione» che sarà definita con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, d'intesa con il ministro dell'Economia, da emanare entro il 15 gennaio del prossimo anno. E nel caso in cui questa scadenza non venisse rispettata le risorse disponibili, a cominciare dagli 1,2 miliardi per il prossimo anno, verrebbe automaticamente destinate alla riduzione del cuneo fiscale e contributivo sempre attraverso un altro Dpcm.
Sulla detassazione dei premi di produttività, che in alcuni contesti aziendali arrivano a coprire fino al 30-35 per cento dello stipendio complessivo, il Governo era intervenuto lo scorso mese di giugno con
l'abbassamento da 40 a 30mila euro del tetto di reddito dei lavoratori e da 6.000 a 2.500 euro il massimo di salario detassabile. Un giro di vite dovuto al fatto che nel corso del 2011 il provvedimento aveva generato una maggiore spesa fiscale rispetto alle coperture previste, forse anche per un utilizzo improprio che ne è stato fatto in diversi contratti territoriali. Sta di fatto che la platea dei potenziali beneficiari si è ridotto di circa 2 milioni, secondo le stime che erano circolate cinque o sei mesi fa quando era stato anche ricordato che le risorse disponibili per il 2012 ammontavano a 830 milioni. La speciale agevolazione vincolata a un meccanismo più selettivo di riconoscimento dello sgravio, se verrà confermato al termine del Consiglio dei ministri, dovrebbe in pratica servire per evitare nel 2013 il ripetersi di uno sfondamento dei limiti ipotizzati in termini di minori entrate (o, se si vuole, di maggiore spesa fiscale). Inoltre nelle intenzioni del Governo questa misura dovrebbe essere utilizzata a sostegno dell'eventuale accordo tra le parti sociali proprio sul tema della produttività del lavoro e che sarà al centro dell'incontro di oggi nella sede di Confindustria.
Ieri al termine della presentazione della legge di stabilità il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha parlato di «approccio ragionevole», e giudizi positivi sono arrivati anche dalle organizzazioni delle imprese, che si sono riunite per circa due ore in vista dell'incontro odierno. Il presidente di Rete imprese Italia, Giorgio Guerrini, ha dichiarato che «è ancora presto» per una proposta comune da presentare ai sindacati, ma s'è detto «fiducioso». All'incontro hanno partecipato esponenti di Confindustria, Rete imprese Italia appunto, Abi, Ania e Alleanza delle cooperative.

Fonte: Il Sole 24 Ore               10/10/2012

 

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