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Detrazioni, ecco che cosa cambia
16-10-2012

Quando sarete alla prese con fogli e foglietti di ricevute delle spese da "scaricare" dalla denuncia dei redditi a luglio ricordate bene questi due numeri: 250 e 570. Sono le due tagliole inserite nella nuova legge di stabilità che fanno diminuire, e non di poco, gli sconti fiscali concessi sotto forma di deduzioni e detrazioni per tutto quel lungo elenco di spese elencate nel Testo unico del contribuente agli articoli 10 e 15.
I 250 euro sono quelli che bisognerà depennare da larga parte delle voci di spesa. Tutte salvo i contributi previdenziali e assistenziali, le forme pensionistiche complementari, le donazioni in genere e quelle alla Chiesa cattolica (ma fino a un limite di 1.032 euro), i contributi per colf e badanti. Se ad esempio si hanno mille euro di spese mediche da portare in deduzione dal reddito, con la franchigia di 250 potremmo sottrarre solo 750 euro dalla base imponibile sulla quale paghiamo l'Irpef. E la franchigia, sia chiaro, si detrae da ciascuna voce di spesa.
In pratica dovremo dire addio a tutta una serie di mini-sconti fiscali che alleggerivano la denuncia dei redditi.
Quota 570
I 570 euro sono invece il massimo dello sconto fiscale consentito già a partire dalla denuncia dei redditi 2012. Questo perché il disegno di legge, che è bene ricordare può ora essere modificato dal Parlamento, ha introdotto sia per le spese deducibili che per quelle detraibili un "tetto" di 3.000 euro che, come si temeva alla vigilia, il testo inviato alle Camere conferma essere la somma massima di spesa sulla quale si applica la detrazione del 19% dall'imposta da pagare e non il massimo dello sgravio consentito. E il 19% di tremila sono appunto 570 euro. Il comma 9 dell'articolo 12 della legge di stabilità dice infatti che «gli oneri indicati nell'articolo 15 (ndr. le spese che si possono detrarre) del testo unico delle imposte sui redditi... sono detraibili dall'imposta lorda per un ammontare non superiore a 3.000 euro». Questo se si sceglie la strada di portare le spese direttamente in detrazione dall'Irpef da pagare anziché dedurle (ossia sottrarle) dalla base imponibile sulla quale paghiamo l'imposta.
La scelta più conveniente.
Scelta quest'ultima più conveniente per chi ha redditi e quindi aliquote Irpef più alte. Ma li scatta appunto la franchigia che se si hanno parecchie spese di piccolo importo riduce a zero o quasi lo sgravio. Anche sulle spese sanitarie bisogna decurtare i primi 250 euro ma qui però non vale il tetto di spesa di 3.000 euro, il che significa che si possono dedurre dal reddito anche cifre importanti, come ad esempio quelle di un intervento chirurgico in clinica privata e senza copertura assicurativa. Sia la franchigia che il nuovo tetto di 3000 euro non si applicano comunque ai redditi sotto i 15mila euro, per i quali tutto resterà come prima.
 

Fonte: La Stampa - Ed. nazionale             15/10/2012  

 

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