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Sanità, sconti ridotti del 25%
17-10-2012

Chi è impegnato nei primi anni del mutuo e chi chiede al Fisco di scontare una pluralità di piccole spese.
Sono queste le categorie più interessate dalle nuove regole su detrazioni e deduzioni, che stringeranno le maglie degli sconti fiscali ai contribuenti che dichiarano un reddito superiore a 15mila euro all'anno (si tratta di 21,3 milioni di persone, nel 94,5% dei casi lavoratori dipendenti o pensionati).
Sul funzionamento delle nuove regole, la relazione tecnica alla legge di stabilità conferma l'applicazione quasi universale della franchigia da 250 euro per deduzioni e detrazioni, che in pratica esclude solo i versamenti previdenziali e quelle per cani guida e servizi di interpretariato per non udenti, e la lettura più rigida del tetto di 3mila euro per le sole detrazioni: i 3mila euro si riferiscono alla spesa da scontare e non al beneficio, che quindi non potrà mai superare quota 570 euro.
Il grosso delle risorse arriveranno al bilancio pubblico dalla franchigia, che pesca in una platea amplissima: stando ai valori delle dichiarazioni 2011, il taglio più pesante è quello alle assicurazioni sulla vita o contro gli infortuni, che in media vedranno lo sconto ridursi del 40,5%, mentre per alla voce istruzione il taglio sarà del 31%: per le spese sanitarie, che interessano 11,4 milioni di italiani con più di 15mila euro in dichiarazione, il taglio sarà del 25,5 per cento.
Allontanandosi dalle medie, il colpo più duro è quello in arrivo per i titolari di mutui all'inizio del percorso, quando il peso degli interessi è maggiore: con le vecchie regole, gli interessi per i contratti sull'abitazione principale si potevano portare in dichiarazione fino a 4mila euro, producendo uno sconto da 760 euro. Se le nuove regole passeranno l'esame del Parlamento, invece, il mutuo non potrà togliere dall'imposta più di 570 euro e cancellerà la possibilità di portare in detrazione altre spese, tranne quelle sanitarie che possono dribblare il tetto. Il contribuente del «profilo 1», per esempio, che oltre al mutuo denuncia una spesa da 800 euro per un'assicurazione sulla vita, fino a oggi ha potuto detrarre 912 euro (i 760 euro del mutuo più 152 per l'assicurazione): con le nuove regole, il suo sconto si fermerà a 570 euro, l'assicurazione non avrà alcuna tutela fiscale e la detrazione totale si ridurrà del 37,5 per cento. Una differenza non da poco che, se la retroattività dovesse superare le critiche della maggioranza e le incertezze nello stesso Governo, è in grado di scombussolare ex post i calcoli fiscali. Anche senza i mutui, che interessano 3,2 milioni di italiani con reddito dichiarato superiore ai 15mila euro, le nuove regole si faranno comunque sentire sui conti di chi non raggiunge il tetto dei 3mila euro: lo si nota con chiarezza dalla forografia del «profilo 2», che porta in detrazione 2mila euro divisi fra spese per l'affitto di un figlio studente fuori sede (1.350 euro, di poco più basso della media effettiva denunciata dai contribuenti) e spese di istruzione (750). Nel suo caso, il limite massimo rimane lontano, ma basta l'applicazione della franchigia a entrambe le voci per far dimagrire gli sconti del 23,8 per cento. La franchigia dai 250 euro si applica anche agli sconti del 19% legati alle spese sanitarie (11,4 milioni di contribuenti interessati), che però dribblano il vincolo dei 3mila euro. A rischiare l'addio a qualsiasi sconto fiscale sono invece le donazioni al Terzo settore, che nel 2011 sono state effettuate da 915mila italiani per un importo medio di 210 euro che nel
nuovo quadro sarebbe fagocitato dalla franchigia.
Nel capitolo deduzioni, invece, l'effetto della novità dipende dal reddito e dall'entità dell'abbattimento dell'imponibile (i calcoli in pagina si basano su un'aliquota marginale del 38%, perché i contribuenti colpiti dichiarano in media poco più di 30mila euro). L'assegno al coniuge separato, per esempio, vale in media 6.210 euro, per cui i 95 euro persi "costano" un rincaro del 4%. Se il reddito dell'interessato è superiore ai 75mila euro, il costo arriva a 107,5 euro.

Fonte: Il Sole 24 Ore            16/10/2012

 

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