Ortezzano |
SCHEDA CIVICA Abitanti: 840 Superficie: 6,99 km2 Municipio: p.za Umberto I - Pro loco: p.za Umberto I, 4 Guardia medica: Petritoli Ambulanze: Croce Arcobaleno, Petritoli Farmacia Cori: via Aso Ufficio postale: via Roma, 11 Telefono pubblico (Bar Ciarrocchi): via Roma, 134 Patrono: San Girolamo (30 settembre) |
l suo nome è menzionato da Plinio (N.H.,
III, 12, 108) Urticinum (gr: Chòrtos: recinto, pascolo). Di origine
picena, presenta tracce dinsediamento latino in contrada Cisterna e Prato.
I Farfensi hanno avuto numerosi insediamenti nel territorio in contrada San Massimo e Castelletta.
Ortezzano ha avuto vicissitudini negative col Malatesta, col Battistello di Ascoli, con lo Sforza di Milano e con il Lautrek.
PERSONAGGI
Giuseppe Attili
(16/3/1692?), fu Giovan Battista. Fu un celebre organaro;
Federico
Giulietti (17101807), fu Giuseppe. Professore di latino e greco a San Severino (MC);
Gian Angelo
Giulietti (18021892). Giurista, ha scritto una memoria sullantico Statuto di
Montèlparo (1878);
Giuseppe Carboni
(18561929). Professore di latino, coautore di un vocabolario latinoitaliano.
Le sue spoglie mortali sono conservate in un sarcofago nella chiesa di SantAntonio;
Paola Renata
Carboni (19081927). Figlia di Raffaele di Ortezzano, medico condotto di Montefalcone
Appennino e Grottazzolina. È Venerabile dal 1993;
Ennio Carboni
(19131991). Sacerdote e professore di matematica;
Tarcisio Carboni
(19231995). Missionario in Brasile, Vescovo di Macerata;
Marcello Savini
(19281995). Pittore e scultore;
Romolo Savini
(19381990). Medico chirurgo, specialista in Ortopedia e Traumatologia.
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Panorama di Ortezzano |
LUOGHI DA VISITARE
l visitatore nel centro storico può osservare i resti
del castello sorto attorno ad una torre di vedetta (IX sec.)
sullodierna casa Malaspina.
Si osserva ancora una torre ghibellina a pianta pentagonale aperta, mura quattrocentesche, portali e volte in stile gotico.
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Torre medievale |
Caratteristiche sono le sue chiese:
chiesa
del Carmine (17151725): fondata dai fratelli
Papetti, conserva xilografie (via
Crucis) del Ceschini e un Maratta. Alla stessa famiglia è da attribuire la costruzione
della fonte da Bora (1608);
chiesa
di San Girolamo: è la chiesa Parrocchiale,
ricostruita nel 17671773. Conserva sullaltare maggiore di Domenico Zampieri copia del quadro del Pavese su
Domenichino. Sopra una sua porta laterale cè il più antico stemma
del paese (1637): tre monti con un fiore su quello centrale;
chiesa
di Santa Maria: è in piazza (una volta era fuori le
mura). Di origine farfense, fu ricostruita verso il 1450 a croce greca, nel 1585 fu
ingrandita, e nel 1759 fu eretto il campanile. Conserva un dipinto
su tavola di Giovanni e Vincenzo Pagani (1509), una via
Crucis di Sebastiano Conca da Gaeta, un frammento
di affresco del 400, unopera
di Carlo Maratta (iconografia: Santa Maria del Carmelo, San Luigi Re di Francia,
SantAntonio da Padova, San Francesco, SantApollonia, Santa Lucia), unopera di Antonio Liozzi, un organo (1747) dellorganaro Attili
di Ortezzano, vetri policromi e scritta dantesca in oro sul cornicione;
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Chiesa del Carmine |
scendendo verso Sobborghi da sole è da notare il
restauro delle maestose mura di cinta,
torrioni mozzati, stemmi. Unaltra fonte, detta delle Tre cannelle
serviva allapprovvigionamento dellacqua.
Degne di nota le frazioni:
Croce: da visitare la chiesa di Santa Maria in Nives
(1641) della famiglia Antonini;
Castelletta: già possesso avellanita (11481573), resta la chiesa
di Santa Croce. Il luogo sembra essere stato un accampamento romano
(antichità di muraglie);
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Unantica fonte |
Cisterna: primo
insediamento piceno (Urticinum). Restano una fonte,
delle mura e una chiesetta;
San
Massimo: possedimento farfense e pieve. In passato
sono affiorati resti archeologici (mosaico)
e più recentemente una fornace
(1850).
PERCORSI NATURALISTICI
Lungo il fiume Aso ed alla foce del torrente Indaco sincontra la tipica vegetazione riparia umido-fluviale con residui di macchia mediterranea; le numerose vedute panoramiche del paesaggio mediocollinare appaiono solcate dalle caratteristiche strade bianche di campagna; qua e là gruppi di querce secolari e di pioppi.
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Festa popolare |
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