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TURISMO,
NON SOLO SOLE
(di Stefano Greco)
Un territorio con una spiccata vocazione turistica, leader nel segmento balneare ma pronto a raccogliere la sfida lanciata da un movimento sempre più ampio ed esigente che predilige città d’arte, natura e gastronomia, insomma quello che fino a qualche tempo fa veniva definito turismo alternativo.
Questa è l’immagine del Piceno che emerge dal forum sul turismo promosso dalla nostra rivista, tenutosi a San Benedetto, al quale hanno preso parte l’assessore regionale Lidio Rocchi, il presidente dell’Azienda di Promozione Turistica Regionale Roberto
Piccinini, il presidente della Provincia di Ascoli Pietro Colonnella, l’assessore al turismo Carlo
Verducci, Raniero Isopi presidente del Consorzio Parco Piceno, Luciano
Pompili, Presidente del Consorzio Riviera delle Palme, Nino Capriotti della
Confesercenti, Costantino Brandozzi della
Confcommercio, Maria Assunta Paci, Presidente regionale
dell’Uncem. Per la stampa erano presenti Pasquale Bergamaschi (Il Resto del Carlino), Esedra Taddei (Corriere Adriatico).
“La crescita del turismo nelle Marche e in particolare nel Piceno, in questi ultimi sette anni, ci incoraggia ad impegnarci al massimo in questo settore - ha esordito il Presidente Colonnella – Come Provincia abbiamo attuato una politica di valorizzazione a tutto campo delle risorse, puntando a una forte sinergia e alla concertazione con tutti i soggetti interessati. Non è un caso che un’iniziativa della Provincia, Piceno da Scoprire, abbia dato un impulso decisivo alla riscoperta dei nostri centri storici e del patrimonio artistico. Ritengo che l’offerta turistica del Piceno sia pronta per fare il tanto sospirato salto di qualità che potrà consentire la trasformazione del settore in un’industria vera e propria. Per raggiungere questo obiettivo è indispensabile proseguire l’azione in maniera sinergica e soprattutto definire i cosiddetti sistemi turistici locali, che saranno determinanti per una politica unitaria”.
“Dobbiamo partire da un dato di fatto: 4 milioni di presenze nel 97 che sono diventate 5 milioni e 200 mila nel 2001. La provincia di Ascoli ha il 30% delle presenze turistiche di tutta la regione, un risultato per nulla scontato – ha proseguito l’assessore Verducci - Il turismo balneare è cresciuto in maniera significativa, ma accanto ad esso ha avuto un’impennata il turismo legato all’ambiente, alla cultura, alla montagna, all’enogastronomia. Un risultato importante raggiunto grazie a Piceno da Scoprire, al protagonismo dei comuni e degli operatori. Abbiamo messo in campo nuovi segmenti turistici, come la prima Borsa del Turismo in Campagna, che ha avuto grande riscontro tra i tour operator anche stranieri. Con questa iniziativa abbiamo messo in campo un nuovo prodotto, ora dobbiamo compiere un salto di qualità, con un’offerta qualificata, pacchetti adeguati. Gli operatori possono concentrarsi sull’accoglienza, lasciando alla Regione Marche la promozione”.
Roberto Piccinini ha sottolineato che il dato relativo alla crescita del movimento turistico nella provincia di Ascoli può essere consolidato, così come nel resto delle Marche. “Stiamo lavorando su due direttrici: rafforzare le presenze lungo la costa, vincendo anche la concorrenza dei nuovi mercati come quello della Croazia, e incrementare il turismo dell’entroterra che, viste le potenzialità non deve più essere considerato un valore aggiunto di quello balneare, ma un prodotto autonomo che potrà farci realizzare l’obiettivo del turismo delle quattro stagioni, visto che attualmente l’80% di presenze è concentrato nei mesi di luglio e agosto. In questa prospettiva, gli operatori locali si sono attrezzati per nuove forme di accoglienza come agriturismo, bed & breakfast e country house”.
In linea Nino Capriotti, secondo cui ci sono tutte le condizioni per fare del turismo la prima risorsa economica del Piceno, se gli enti locali faranno la loro parte e si procederà speditamente alla definizione dei sistemi turistici locali.
Per Costantino Brandozzi negli ultimi anni sono stati fatti significativi passi avanti, ma per il salto di qualità bisogna evitare la dispersione delle risorse. “Grazie alla Provincia negli ultimi anni abbiamo registrato una vera e propria inversione di tendenza, ma ora è il momento di lavorare in sinergia, evitando dispersione di fondi in mille rivoli. E’ indispensabile che ci sia un coordinamento di tutti i soggetti interessati per la valorizzazione non solo del turismo balneare e dell’entroterra ma anche ad esempio di quello termale. E’ chiaro che l’iniziativa dei privati deve essere sostenuta dalle istituzioni, anche tenendo conto del fatto che le risorse comunitarie destinate al turismo sono notevolmente diminuite”.
“Il bilancio regionale ha subito un ridimensionamento del 30% circa - ha spiegato l’assessore regionale Lidio Rocchi - ma la Regione continuerà ad investire in maniera massiccia sulla promozione in Italia e all’estero. Recentemente abbiamo raggiunto un accordo con le Ferrovie tedesche per la pubblicità tabellare su quattro importanti treni e un altro accordo è in via di definizione per la promozione sugli autobus di Londra. Sono d’accordo con Verducci quando dice che la promozione è compito esclusivo della Regione, mentre gli operatori debbono lavorare sull’accoglienza, soprattutto nell’entroterra dove abbiamo risorse ancora non pienamente valorizzate. In lavoro di concertazione è fondamentale perché il comparto turistico è l’unico, secondo una recente indagine, che può incrementare il Pil regionale del 5%. Per quanto concerne la definizione dei sistemi turistici locali, la Regione è pronta da un ano ma stiamo ancora aspettando che il Governo assegni i fondi alle Regioni (alle Marche sono destinati 14 miliardi, ndr)”.
Nel frattempo però è importante istituire un tavolo tecnico per i sistemi turistici locali, come ha sottolineato Raniero Isopi. “E’ questo lo snodo fondamentale per compiere il salto di qualità, quindi propongo di stabilire nell’immediato un coordinamento tra i soggetti interessati, perché solo istituendo i sistemi turistici locali possiamo evitare il frazionamento delle risorse e il campanilismo”.
Secondo Pompili, un turismo integrato, mare, collina, montagna, è possibile se istituzioni e privati renderanno fruibili tutte le strutture: “Il turismo può essere una risorsa diffusa, ma richiede qualche investimento concreto, fruibilità e promozione di tutte le opportunità che un territorio può mettere in campo, come quelle legate ai fine settimana. Insomma, è opportuno aprire castelli, ville, botteghe, cantine il venerdì, il sabato e la domenica. Il Consorzio Riviera delle palme sta lavorando in questa direzione”
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