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IL MUSEO MALACOLOGICO DI CUPRA MARITTIMA

Il Museo Malacologico Piceno di Cupra Marittima, fondato dai fratelli Tiziano e Vincenzo Cossignani nel 1977, è da tempo un’affermata realtà del settore, conosciuta a livello internazionale. L’obiettivo, per il 2002, è superare i 65 mila visitatori, meno del Museo nazionale di Urbino, ma più di tutti gli altri nelle Marche. Nella struttura di 3.000 metri quadri trovano posto, oltre l'area espositiva, la sala convegni per 200 persone, l’aula didattica per 80 studenti, la zona proiezioni con 50 posti, la biblioteca, il laboratorio per la tipizzazione delle conchiglie e la fotografia, un negozio e pareti attrezzate per la pinacoteca e la “piastrelloteca” malacologica. Il fronte espositivo è di quasi due chilometri lineari, gli esemplari esposti sono 750.000 mentre quelli conservati nelle collezioni di studio sono 7 milioni e settecentomila.
Ogni anno il Museo Malacologico organizza grandi mostre tematiche, la passata stagione furono di scena gli squali, attualmente è allestita una strepitosa esposizione di maschere e oggetti rituali di Papua Nuova Guinea decorati con conchiglie; il prossimo anno sarà la volta della madreperla.
La mostra “Conchiglie, maschere e misteri, alla scoperta del Sepik in Papua Nuova Guinea” (più di 200 pregevoli oggetti esposti) esalta il ruolo della conchiglia nel mondo ancestrale degli uomini primitivi e rappresenta un evento culturale di eccezionale rilievo internazionale.

Entusiasta della mostra sul Sepik e del Museo Malacologico nel suo complesso si è dichiarato anche Alberto Angela, notissimo giornalista scientifico della RAI, arrivato per l’inaugurazione dell’evento e per ritirare personalmente un premio internazionale di malacologia che il Museo gli ha assegnato. Ogni anno, infatti, i “vulcanici” fratelli Cossignani premiano una personalità che ha contribuito significativamente a livello internazionale alla ricerca, alla valorizzazione o alla divulgazione scientifica in settori attinenti il mondo delle conchiglie.
“Oggi per me il premio è doppio – ci ha detto Alberto Angela – il primo è questa prestigiosa targa, il secondo è il privilegio di essere tra i primi visitatori di questa splendida mostra sul Sepik”.
Ha radici profonde la passione di Alberto Angela per le conchiglie. Ripensando all’infanzia racconta: “Ricordo da bambino a Roma, dalle parti di Monte Mario, scavavo nella sabbia ostriche fossili. E maturata così la mia scelta di studiare paleoantropologia e quando, come qui a Cupra Marittima, visito una mostra che mette così bene in evidenza lo strettissimo rapporto tra la cultura e la natura, in particolare tra la ritualità primitiva e le conchiglie, mi accorgo che quell’antico amore infantile è in me più che mai vivo”.
Conosce bene il territorio del Piceno, Alberto Angela, che considera la struttura di Cupra Marittima: “Il più grande museo di conchiglie al mondo”, ed apprezza moltissimo il nostro paesaggio agrario, i piccoli borghi medievali della fascia collinare e, naturalmente, le aree dei parchi dei Sibillini e della Laga, dove in passato è stato a cercare i suoi amati fossili.
“Vorrei avere più tempo - ci confida - per visitare le vostre città d’arte, in particolare Ascoli e Fermo, magari soggiornando in questa vera e propria oasi mediterranea che è la Riviera delle Palme”. Sfoglia con interesse alcuni libri sul Piceno, mentre ci dice queste cose, l’autore di Ulisse e Passaggio a Nord Ovest. E osservando su una copertina un’opera del Crivelli mormora: “Il nostro lavoro ci impone ritmi frenetici e lunghe assenze dall’Italia, non so proprio quando potrò concedermi una vacanza così, ma spero presto”.
 
Il Piceno - Periodico della
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Anno I n. 3 2002
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