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LA SAMBENEDETTESE CALCIO IN C1
(di Carlo Di Giovanni)
Dopo sette stagioni di autentico purgatorio nei campionati dilettanti, l’arrivo a San Benedetto del Tronto del vulcanico Luciano Gaucci ha riaperto il sogno nel cassetto: ritornare nel giro del calcio che conta.
Ma andiamo per ordine, riepilogando quanto successo dalla scorsa estate ad oggi. Al termine di una cavalcata impressionante il collettivo del mister Giovanni Mei riuscì a centrare la tanto attesa promozione nel campionato di serie C\2, ricucendo tante vecchie ferite e riaprendo altrettante speranze al popolo rossoblu. L’indiscusso merito fu diviso in parti uguali tra: tifoseria, stampa, squadra e società. Il patron Luciano
Gaucci, riconoscendone i meriti, confermò il tecnico Giovanni Mei anche per il campionato di C\2, insieme alla maggior parte dell’ottima squadra. Ma durante i festeggiamenti estivi qualcosa s’incrinò tra l’allenatore e la piazza sportiva. I primi segnali di allarmismo si evidenziarono già nel ritiro oltr’Alpe. Nel corso delle prime amichevoli iniziarono le contestazioni della tifoseria, ritenendo il tecnico Mei non all’altezza di amalgamare il gruppo di vecchi e nuovi, anche alla luce dei molteplici arrivi, molti dei quali autentici doppioni.
Intanto la Società del Riviera delle Palme stava vivendo l’annunciato cambiamento: fuori i vecchi amministratori, Tulliani e Di Maio; dentro l’attuale presidente del Perugia Calcio Alessandro
Gaucci. E, dal momento che era praticamente impossibile seguire con attenzione le due importanti piazze, la famiglia Gaucci decise di trasferire da Catania il direttore sportivo Guido
Angelozzi, nella veste di rappresentante ufficiale. Non ci furono sostanziali cambiamenti, intanto il campionato andava avanti senza nessuno scossone. Ma nella sesta giornata il Thiene ci complico’ le cose, rifilandoci un inequivocabile due a zero. Fu l’ultima presenza in panchina di Mei che fu sollevato dall’incarico la sera stessa, era il 7 ottobre 2001. Il martedì successivo fu presentato un altro personaggio dal grande passato calcistico, Paolo
Beruatto, che fin dall’inizio impressionò positivamente inanellando otto risultati utili consecutivi. Quando l’ottimismo cominciava a farsi strada, arrivò la battuta d’arresto, guarda caso nella gara di ritorno con il Thiene (10 febbraio 2002). L’esonero di Beruatto non sfociò direttamente nell’attuale soluzione interna (Schiavi -
Colantuono), ma portò nella Samb un altro illustre giocatore del passato, l’ex bianconero Enrico
Nicolini. L’avventura durò appena dieci giorni e s’intuì che bisognava rivoluzionare tutto. A nove giornate dalla fine del campionato la situazione appariva veramente drammatica: 10 punti dalla zona play-off e 7 da quella play-out. A quel punto, avendo fatto la dovuta chiarezza all’interno dello spogliatoio, la squadra iniziò a giocare con maggiore serenità e, forse per la prima volta, al riparo dalle pressioni esterne. I risultati arrivarono subito e con una grandissima rimonta si centrò l’obiettivo play-off. Così, dopo tante vicissitudini, ora è tempo di riconoscere i meriti di tutti: quelli della Società, con l’intervento risolutivo del patron Luciano
Gaucci; quelli dell’affiatatissimo duo tecnico
Schiavi-Colantuono; quelli della stampa; ma soprattutto quelli della splendida tifoseria sambenedettese che, anche in C\2, ha seguito con calore la squadra dall’inizio del campionato alla fine dei play-off.
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