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CARTIERA
PAPALE
(di Nino Orrea)
Le vicende di questi ultimi giorni a proposito del cor-so di laurea in disegno industriale hanno fatto tornare alla ribalta e in modo quasi prepotente, la Cartiera Papale di Ascoli che si trova lungo le sponde del torrente Castellano. Il rinnovato interesse intorno a questo che un tempo fu un insediamento industriale che caratterizzò la vita socio-economica della città a partire dal medioevo fino al 1948, deriva proprio dalla funzione a cui una parte della Cartiera è stata destinata: ovvero, quello di ospitare proprio il corso di laurea di disegno industriale, che grazie a questa decisione potrà "sopravvivere". Vale, allora, la pena ripercorrere la storia di questo opificio che nel corso dei secoli ha ospitato diverse attività industriali e alla cui sorte si sono interessati addirittura pontefici come Giulio II° della Rovere e Clemente VII°. I primi accenni storici di questo insediamento risalgono al 1104, quando nell'ansa del torrente Castellano vengono costruiti i primi mulini, intorno ai quali si scatenò una lotta di interessi che finirono con il coinvolgere le più alte cariche eclesiastiche, arrivando a lambire le soglie pontificie. Sull'attività di questo complesso la storia è circondata dal silenzio, che si rompe nel 1377, siamo alla fine del Medioevo, quando si ha notizia di un primo insediamento di cartiera all'interno della struttura. Un riferimento che per gli storici non è, comunque, certo. Dopo soli quattro anni si ha il primo e vero sviluppo industriale dell'insediamento, che ospita oltre ai soliti mulini, anche una gualchiera (tipo di macchina con la quale si battevano tessuti e stoffe), una tintoria e macchine per arrotare le ferramenta. Per avere notizie certe sulla produzione di carta bisogna aspettare la fine del 1400, un periodo nel quale l'opificio assume, secondo gli storici, almeno per quanto riguarda la struttura principale, una conformazione simile a quella oggi conosciuta. Nel 1511 si ha il primo intervento di un pontefice, Giulio II°, che incarica il tecnico idraulico Alberto da Piacenza di procedere al restauro dell'edifico distrutto dalle piogge. Un intervento fondamentale nella storia della Cartiera quello di Giulio II°, che a dispetto della sua fama di "Papa Guerriero", era un amante della cultura. A lui si deve, infatti, la costruzione del Borgo medioevale di Ostia Antica, un vero e proprio gioiello dell'arte, posto sotto la tutela della Comunità internazionale, nel quale spiccano il Castello a pianta triangolare realizzato da Baccio Pontelli e gli affreschi di Baldassarre Peruzzi. Nel 1525 un altro pontefice, Clemente VII° interviene direttamente nelle vicende della Cartiera affidando l'incarico di un suo recupero a Cola dell'Amatrice, il quale procedette al rifacimento della parete nord-ovest lungo il Castellano e alle opere di presa. Nel 1646 inizia il declino della Cartiera che chiude definitivamente la produzione di carta intorno agli anni venti del secolo appena passato, mentre continua l'attività dei mulini, che cessa ai fini degli anni '40. Dopo anni di completo abbandono, la Cartiera, grazie a un accurato intervento di restauro, è tornata al suo antico splendore, almeno da un punto di vista architettonico e oggi si appresta ad ospitare, grazie a una decisione del Consiglio provinciale, il corso di laurea in disegno industriale, che rischiava, anche per mancanza di spazi, di essere sospeso o dirottato dall'Università di Camerino in altre città. Una decisione che consente alla città di mantenere il legame con la "sua" Cartiera, che tanto ha dato ad Ascoli in termini di storia e di cultura e che ancora tanto si appresta a dare.
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