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Presso la sala multimediale della
Cartiera Papale alla presenza di numerosi operatori
culturali del territorio, l’Assessore alla Cultura e
Turismo Carlo Verducci ha presentato il Centro
Catalogazione dei beni culturali della Provincia di Ascoli
Piceno. Il sistema consente la gestione integrata delle
informazioni riguardanti i beni culturali del territorio,
inserendoli nel circuito turistico nazionale ed
internazionale. L’architetto Fabrizio Torresi e l’ingegner
Brignocchi, responsabili tecnici del progetto hanno
illustrato con l’ausilio di strumenti multimediali il
funzionamento di questo metodo di catalogazione elaborato in
stretta collaborazione con la regione Marche rappresentata
dal dott. Raimondo Orsetti, dirigente dei Servizi Tecnici
Culturali della Regione.
Un lavoro che è iniziato nel 2000 con la catalogazione dei
beni architettonici di età romanica e che è continuato negli
anni con l’informatizzazione di centinaia di schede con dati
tecnici, storici, geografici , artistici, individuati in
base agli standard dell’Istituto Centrale di Catalogazione.
Ne è scaturita una banca dati innovativa in grado di mettere
in relazione dati di tipo alfanumerico con disegni
informatizzati ed immagini digitali su base cartografica già
a disposizione del Sistema Informativo Territoriale
dell’Amministrazione Provinciale (SIT) operante nel Settore
Urbanistica. Le schede dei beni di interesse storico,
archeologico ed etnoantropologico della Provincia con
particolare riguardo ai beni culturali meno noti dei piccoli
centri contengono informazioni molte dettagliate, tra cui
perfino il tipo e la tecnica di restauro utilizzare;
informazioni preziosi ed utili per diverse categorie di
utenti. Per ora i dati sono a disposizione presso gli
Assessorati Cultura ed Urbanistica della Provincia che hanno
lavorato in stretta sinergia ma, dopo gli ultimi rodaggi
tecnici , saranno inseriti on line mediante il portale della
Provincia e resi fruibili.
"L’obiettivo - ha spiegato l’assessore Verducci - è anche
quello di valorizzare ulteriormente il il turismo
enogastronomico e dei piccoli centri con l’opportunità per i
turisti di costruirsi da soli i propri itinerari culturali".
"Non solo, - ha proseguito l’assessore - in una fase
successiva sarà la possibile incrociare i dati culturali con
quelli delle strutture ricettive di riferimento con effetti
positivi per lo sviluppo del turismo territoriale". |