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Il territorio della Provincia di
Ascoli Piceno diventa luogo di sperimentazione per l’economia sociale e una
pioggia di euro, più di 250 mila, arriva da Bruxelles per rilanciare nel
territorio i servizi alla persona e le potenzialità operative del così detto
terzo settore. Presso la sede dell’Amministrazione Provinciale, che ne è
capofila, è stato presentato il risultato del progetto Equal - Sostegno
all'imprenditorialità sociale. L’intento dell’iniziativa è di promuovere una
cultura d’impresa sociale che si affermi sul territorio con un ruolo
strategico. Si sperimenteranno azioni di potenziamento dell’imprenditorialità
sociale, si attiveranno servizi di consulenza e formazione alle imprese sociali
e si perfezioneranno tecniche e strumenti per monitorare i bisogni di servizi
alla persona e alla comunità, nonché le performances delle imprese.
Il progetto,
finanziato dal Fondo sociale europeo, ha l’obiettivo di realizzare un sistema
di alta integrazione, tra i tanti partner che costituiscono l’associazione
temporanea di scopo realizzata per raggiungere gli obiettivi di rafforzamento
dell’impresa sociale.
L’intervento
coinvolge i principali interlocutori pubblici e privati del settore. Tra
questi, i Comuni di Ascoli Piceno,
Porto Sant’Elpidio, Offida, Amandola, San Benedetto del Tronto, Fermo,
Montegranaro, Petritoli, le Aziende Sanitarie Locali USL 11, 12, 13, il
Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, la Lega Regionale Cooperative
e Mutue delle Marche, il Consorzio di cooperative sociali “Oltre”, la Società
Cooperativa “Il Picchio” Consorzio di cooperative Sociali, Confcooperative di
Ascoli Piceno, Associazione Volontariato Marche – Comitato Territoriale di
Ascoli Piceno, Associazione Volontariato Marche – Comitato Territoriale di
Fermo, Unione Sindacale Territoriale CISL di Ascoli Piceno, Italia Lavoro SpA,
Camera del Lavoro Territoriale di Ascoli Piceno.
I tre momenti
che caratterizzeranno lo sviluppo nel tempo del progetto sono:
1.
Una prima fase di natura prevalentemente elaborativa,
che prevede la conduzione di attività diagnostiche, ricognitive e di
costruzione delle eccellenze. Vista l’ampia mole e l’eterogeneità delle
sperimentazioni ad oggi condotte, si ritiene infatti opportuno cercare di
conferire valore aggiunto a quanto è stato sin qui messo in cantiere, piuttosto
che avviare nuovi processi di elaborazione.
2.
Una seconda fase di sperimentazione, finalizzata a
“testare” il modello elaborato e verificarne l’efficacia, l’impatto e
l’adeguato rapporto costi/benefici dei risultati conseguiti. Particolare
attenzione verrà dedicata alla selezione ed all’accompagnamento dei territori
coinvolti in questa azione, che dovranno essere eterogenei e rappresentativi
del tessuto socio-economico comunitario, per poter assicurare la
significatività della sperimentazione ed il potenziale trasferimento
dell’intervento.
3.
La terza fase prevede un’azione trasversale di
diffusione dei risultati, operando sistematici interventi di animazione
tematica che, coinvolgendo tutti gli interlocutori del settore (Pubbliche
Amministrazioni, Associazioni di categoria, parti sociali, imprese, Terzo
Settore) offrano ampie opportunità di diffusione a livello di buone prassi.
Un ulteriore elemento di fondamentale rilievo
dell’impostazione dell’intervento è la sua articolazione su due livelli
distinti: nazionale e territoriale. Nel livello nazionale, verrà accentrata
tutta la fase di ricognizione delle esperienze, elaborativa e di assistenza
tecnica alla sperimentazione locale. La creazione di una “cabina di regia”
condivisa tra tutti i partner consentirà inoltre di raccogliere e capitalizzare
le diverse competenze maturate, agevolando la costruzione di metodologie e strumenti
potenzialmente trasferibili su contesti tra loro eterogenei.
Se il primo
livello risponde ad una logica di sistema, la dimensione territoriale appare
invece imprescindibile per gestire processi di sperimentazione significativi.
La gestione di un numero congruo di azioni pilota consentirà infatti di
verificare l’efficacia, l’accessibilità e l’impatto dei servizi progettati,
anche attraverso percorsi di osservazione partecipante e di analisi delle
potenzialità e dei rischi.
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