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Quello di collegare formazione e occupazione per creare
“l’intelligenza strategica delle imprese” è un tentativo
costante. Negli ultimi anni, l’analisi dei programmi di
assunzione per i diversi profili professionali permette di
evidenziare come la sempre più qualificata domanda di lavoro
espressa dalle imprese possa essere interpretata come
l’espressione di alcuni fenomeni di ristrutturazione
produttiva, organizzativa, commerciale in atto nel nostro
sistema economico-produttivo, che investono in primo luogo
il capitale umano in quanto vettore di innovazione,
competitività e, in definitiva, di sviluppo economico per il
territorio. Si cercano i cervelli puntando sulla
specializzazione del capitale umano che è diventato fattore
chiave per la crescita della competitività del sistema
produttivo.
“L’incontro tra il mondo accademico del Fermano,
rappresentato dalla facoltà di Ingegneria, e quello
imprenditoriale di cui la Cna è portavoce – spiega Maria
Désirée Basili, direttrice provinciale Cna – mira alla
creazione di una partnership che permetta di sfruttare
risorse, assorbire capitale umano nelle piccole e medie
imprese marchigiane favorendo l’incontro tra domanda e
offerta di lavoro e assicurando in questo modo il vantaggio
competitivo garantito dall’introduzione di figure
professionali adeguatamente preparate”.
Opinione condivisa anche da Algeo Marcozzi, presidente
Cna provinciale e vice presidente della Camera di Commercio,
secondo il quale “devono essere rilanciati la crescita e la
competitività delle produzioni ad alta tecnologia perché
tali comparti alzano la redditività del capitale investito,
inducono strategie di espansione e alleanze a livello
trans-nazionale, generano valore aggiunto ed efficienza
anche a vantaggio delle imprese di dimensioni più piccole e
dei settori a valle. Mostrano, inoltre, anche una maggiore
capacità di assorbimento di manodopera istruita e
qualificata”.
Nel caso dei settori high tech la quota di laureati e
diplomati sul totale raggiunge il 52,8%, per attestarsi
addirittura sul 79,7% nel caso delle attività knowledge
intensive. L’incremento delle “professioni intellettuali e
tecniche”, sia in termini assoluti che in termini di
incidenza sul totale, è più elevato tra le imprese di
medio-piccole dimensioni, fenomeno che potrebbe stare a
indicare un deciso sforzo di tale segmento della nostra
economia verso una maggiore qualificazione e
specializzazione del capitale umano di cui può disporre, per
perseguire gli stessi obiettivi di crescita strategica che
hanno segnato lo sviluppo recente delle medie imprese.
In base all’indagine contenuta nel progetto Excelsior
realizzata da Unioncamere, Unione Europea, Ministero del
Lavoro e Politiche Sociali e diffuse di recente dalla Camera
di Commercio, su 4360 assunzioni ben 200 riguarderanno
figure professionali che hanno istruzione universitaria,
pari al 4,6% totale. In particolare, va sottolineato che
delle 200 assunzioni oltre la metà riguarderà figure con
esperienza specifica. Le lauree più richieste continuano ad
essere quelle degli indirizzi economico-commerciali, degli
indirizzi paramedici e ingegneria elettronica ed
elettrotecnica. |