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Dopo quasi due secoli il cervo, uno fra i più grandi
ungulati europeo, torna ad abitare le montagne dei
Sibillini. Si tratta del primo intervento di reintroduzione
faunistica effettuato dal Parco Nazionale che, ha così dato
il via alla prima fase di questo importante progetto di
ridualificazione faunistica iniziato nel 1998, con gli studi
di fattibilità.
Quindici splendidi esemplari, provenienti dalle foreste
demaniali di Tarvisio, un po' impauriti e spaesati dal lungo
viaggio, sono stati così liberati, di buon mattino, con la
preziosa collaborazione del Comune di Castelsantangelo sul
Nera e del Corpo Forestale dello Stato, davanti a un piccolo
gruppo di tecnici ed osservatori.
Alfredo Fermanelli, il Direttore del Parco, ha ribadito come
quello di ieri sia un evento storico per i Monti Sibillini
“Questo è un segnale concreto della nuova strategia
integrata del Parco che punta sempre più a valorizzare il
territorio, sia sotto il profilo storico-culturale che
naturalistico in particolare. Ristabilire gli equilibri
ecologici rappresenta infatti, non solo uno degli obiettivi
fondamentali che il parco intende e deve perseguire, ma
un’occasione per valorizzare il territorio. Da oggi i
Sibillini - continua il Direttore - potranno offrire ai
visitatori, dopo un primo periodo della durata di qualche
settimana, in cui dovrà essere ridotto al minimo qualsiasi
disturbo nella zona, anche l’incomparabile emozione di
osservare il cervo libero in natura. Non solo, l’operazione
si rivelerà assai significativa anche per altri aspetti come
ad esempio la conservazione di alcune specie rare, come il
lupo, considerato anche che, nel medio periodo, l’intervento
di reintroduzione determinerà una naturale riduzione delle
interferenze fra questa specie ed il patrimonio zootecnico
”.
Dei quindici cervi liberati, dieci sono stati dotati di
radiocollare e saranno continuamente controllati e
monitorati oltre che dagli agenti del Corpo Forestale da
esperti al fine di studiarne le abitudini e per valutare gli
esiti del progetto di immissione sperimentale che si
svilupperà anche nel corso dei prossimi anni.
L’intervento è peraltro parte di un programma avviato nel
territorio di Castelsantangelo sul Nera che ha portato alla
realizzazione di un centro informativo e di un’area
faunistica di circa 29 ha. Quest'ultima struttura,
realizzata dal Comune con fondi per il parco, si spera venga
al più presto attivata da parte dell’ente locale,
considerato che il Parco ha già messo a disposizione sia le
risorse scientifiche che finanziarie necessarie. Ciò sarebbe
di fondamentale importanza, oltre che per obiettivi
conservazionistici, anche per gli evidenti risvolti
didattici connessi all’operazione che consentirebbe a tutti,
e senza alcun disturbo in natura, di poter osservare
facilmente, dalle torrette di avvistamento appositamente
realizzate, questi splendidi animali che, estinti dal
territorio dei Sibillini da oltre 150 anni, oggi possono
essere nuovamente ammirati, con stupore, da tutti.
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