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Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha di recente
ultimato i lavori per la realizzazione dell’area faunistica
del Camoscio appenninico a Bolognola. Le caratteristiche del
camoscio appenninico, nonché i risultati del progetto e le
caratteristiche dell’area faunistica, verranno
dettagliatamente illustrati dagli esperti del Parco
nell’ambito di una conferenza che si terrà a Bolognola,
presso la Sala Convegni di Villa Malvezzi, sabato 25 giugno
2005.
L'area faunistica è stata cofinanziata dall’Unione Europea
nell’ambito del progetto “Life-Natura Conservazione di
Rupicapra pyrenaica ornata”, progetto attuato in
collaborazione con il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti
della Laga, il Parco Nazionale della Majella e Legambiente.
L’area faunistica rappresenta un importante passo verso la
reintroduzione sui Monti Sibillini di uno degli animali più
importanti d’Europa. Svolgerà un importante ruolo nelle
attività di ricerca scientifica e di educazione ambientale
e, di conseguenza, nella valorizzazione socio-economica del
territorio di Bolognola.
La struttura, che ospiterà la prima coppia di camosci
appenninici già a partire dal prossimo settembre, si estende
per una superficie di oltre 3 ettari su un versante impervio
che domina l’alta valle del Fiastrone. Il luogo scelto per
l'area faunistica presenta tutte le condizioni ambientali,
come rupi, boschi e praterie, necessarie alla vita di questi
animali in condizioni molto simili a quelle naturali.
Rispetto al “cugino” alpino, la sottospecie appenninica di
camoscio è molto più rara; presenta corna più lunghe e un
mantello invernale più variegato. Questo animale sfiorò
l’estinzione all’inizio del XX secolo, quando rimasero
probabilmente non più di venti esemplari sui monti del Parco
Nazionale d’Abruzzo, istituito nel 1922 proprio con il fine
di salvaguardare quello che viene considerato “il camoscio
più bello del mondo”.
Sebbene il loro numero sia ormai in decisa crescita e nuove
colonie siano state create nel Parco Nazionale del Gran
Sasso e Monti della Laga, il camoscio appenninico è ancora
considerato una specie minacciata, e la sua reintroduzione
anche nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini è ritenuta
necessaria per garantirne la conservazione nel medio e lungo
periodo. |