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Sta per concludersi a San Benedetto del Tronto la 12°
Rassegna del Documentario Premio Libero Bizzarri. Domani,
sabato 8 ottobre, la serata di chiusura con la proclamazione
del vincitore del concorso per documentari inediti “Italia
Doc” e la consegna del Premio 2005 per il giornalismo
televisivo a Italo Moretti e al programma Report.
Questa edizione sarà certamente ricordata per il grande e
suggestivo incontro di due figure che del cinema del ‘900
sono Maestri: Michelangelo Antonioni e Manoel De Oliveira. I
due registi hanno ricevuto dal Bizzarri rispettivamente il
Premio nazionale e il Premio Internazionale 2005 per il
documentario. Un incontro non solo mediatico, ma di profondo
spessore emotivo. Un incontro pieno di affetto e di stima.
Ma al di là delle grandi personalità del mondo
cinematografico e giornalistico che la Rassegna continua ad
ospitare, i riflettori del Bizzari sono più che mai puntati
sui giovani e sulla scuola.
La proiezione dei prodotti audiovisivi realizzati da scuole
di ogni ordine e grado partecipanti al concorso loro
riservato, sono stati accompagnati da una riflessione
critica sull’esperienza a cura dei formatori ed esperti di
didattica del linguaggio cinematografico e affiancati, con
la mediazione di autorevoli voci di studiosi, critici,
esperti di settore, da opere ed autori tra i maggiori del
cinema contemporaneo. La presenza al Premio Bizzarri di
Istituti e le Scuole di Cinema, tra le più importanti
d’Italia (Scuola Nazionale del Cinema, Accademia
dell’Immagine di Aquila,
Nuova Università del Cinema e della Televisione
di Roma, Zelig di Bolzano e le Università di Urbino,
Macerata, Politecnica delle Marche, Tor Vergata) è pari
all’importanza che esse hanno nella formazione
universitaria e nell’offerta riguardante le diverse forme
della didattica del cinema, e del documentario in
particolare.
Per la
Fondazione Bizzarri la consapevolezza delle potenzialità
del mezzo audiovisivo come strumento di espressione
creativa e critica non è tuttavia del tutto acquisita, da
ciò la necessità di rendere esplicite le competenze e le
conoscenze legate alla progettazione e alla realizzazione di
prodotti audiovisivi e di incentivare e valorizzare la
produzione delle scuole lavorando in sinergia con i più
qualificati soggetti ( Università degli Studi, Dams, IRRE
Marche) erogatori a diversi livelli di proposte didattiche
sull’uso del mezzo filmico e audiovisivo.
Se per Manoel de Oliveira “il documentario è una realtà che
non sa di essere ripresa”, ponendo la domanda che cosa sia
oggi il documentario a un pubblico più vasto (censura e
mercato permettendolo) si può vedere – sottolinea Gualtiero
De Santi docente di Letterature Comparate presso
l’Università degli Studi di Urbino nonché direttore
artistico del Premio Bizzarri e della rivista “Libero” della
Fondazione – “come quello stesso pubblico capisca a fondo
che oggi è il film documentario a riflettere sul presente.
Contro l’atroce macchina annientatrice dei media e delle
televisioni di massa, esso tiene viva la memoria interiore
e storica e pensa con le immagini con le quali documenta la
nostra condizione”. |