Numero 71
Anno III, 2006
20 gennaio 2006

Indice:

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Scuole, trasporti, partecipazione: nel 2005 investimenti e basi solide per un grande sviluppo

Sport, premio Coni alla Provincia per l'attività 2005

Acquistare il biologico conviene

Una nuova struttura sportiva per l’Istituto Tecnico Agrario Statale “Ulpiani”

La Provincia finanzia i corsi di riqualificazione per i pescatori

Aumentano le funzioni della Provincia in materia di edilizia pubblica

Il centro polivalente per gli immigrati si riorganizza e si presenta

Amos Luzzatto ospite delle manifestazioni per ricordare l’Olocausto

La “soft economy”, ovvero una ricetta contro il declino italiano spiegata in un libro

Caccia già chiusa per numerose specie

La Provincia cerca esperti di trasporto

Arretrati

Agenda


La “soft economy”, ovvero una ricetta contro il declino italiano spiegata in un libro
 



Il manifesto dell'evento

“Vivere meglio si può. E conviene. Tradizione e hi-tech, parchi e centri di ricerca, turismo e industria innovativa. Il nuovo made in Italy contro il declino”. E’ l’eloquente sottotitolo di “Soft Economy”, il libro scritto a due mani da Antonio Cianciullo, inviato di Repubblica, e Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente (editore Rizzoli), che sarà presentato lunedì prossimo 23 gennaio alle 9,30 nella sala consiliare della Provincia.

Un’occasione che l’Amministrazione provinciale ha voluto trasformare in un vero e proprio summit tra le istituzioni, le associazioni operanti nel campo dello sviluppo sostenibile, il mondo dell’imprenditoria per capire come introdurre anche nel territorio piceno i germi di una nuova logica di produrre ricchezza.

Con Antonio Cianciullo, coautore del libro, interverrà anche Fabio Renzi, segretario generale di Symbola, la fondazione che si propone di fare esattamente quanto indica il volume: mettere insieme esperienze diverse accomunate dalla scommessa sulla qualità e avvicinare chi, puntando sull’eccellenza, vuole costruire il suo successo e imporsi nello scenario globale.

In Soft Economy, Cianciullo e Realacci raccontano infatti venticinque storie di imprenditoria italiana che parte da presupposti diversi da quelli che normalmente regolano le attività economiche: da Mandello sul Lario, dove si costruiscono gli alberi da regata più sofisticati al mondo, a Contessa Entellina in Sicilia, dove il vino s’intreccia alla letteratura, passando per l’avamposto tecnologico della nascente “Pisa Valley”. Storie che dimostrano che l’Italia può trasformarsi in un marchio (“un “brand” direbbero coloro che si occupano di marketing) di successo, a patto che si costituisca una rete di qualità dal basso, dal territorio, usando l’arma della creatività, della coesione sociale e della valorizzazione della tradizione. Il libro racconta insomma di un’Italia “che ce la fa, che punta all’eccellenza mettendo insieme l’elettronica avanzata e la qualità del paesaggio, l’innovazione e il patrimonio storico, i centri di ricerca, l’ambiente e i prodotti tipici. Un’Italia che dimostra come si possa reagire al declino economico, al degrado dell’ambiente, all’impoverimento sociale e  al pessimismo”.

A discutere di questi stimolanti argomenti sono stati chiamati il presidente di Asteria Dante Bartolomei, rappresentanti di imprese come la FAAM (Federico Vitali), Frigotecnica Internazionale (Giovanni Lucci), Vinea (Ido Perozzi), Belsito (Italo Cocci), Lattanzi (Silvano Lattanzi), Spinosi (Vincenzo Spinosi), Assindustria (Simone Mariani, presidente giovani imprenditori), ma anche il presidente di Legambiente Marche Luigino Quarchioni e l’assessore provinciale alle attività produttive Avelio Marini.

L’introduzione sarà affidata al Presidente della Provincia Massimo Rossi, le conclusioni saranno di Ermete Realacci, coautore del libro, presidente onorario di Legambiente, presidente di Symbola e deputato al Parlamento.

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