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L'assessore Canzian durante una conferenza stampa
Il nuovo anno vedrà concretizzarsi le linee del Piano
Territoriale di Coordinamento, strumento – principe per il
governo del territorio, mentre importanti traguardi sono
stati raggiunti nel campo dello sviluppo dell’edilizia
pubblica e della disciplina delle attività estrattive
Piano Territoriale di Coordinamento
Un’urbanistica attenta alla qualità dei centri storici ed
alla valorizzazione delle attività economiche compatibili
con l’ambiente: sono queste le linee portanti di revisione
del Piano Territoriale di Coordinamento, lo strumento di
pianificazione più importante dell’Amministrazione
provinciale sui cui si è lavorato intensamente per tutto il
2005 e che costituisce uno degli obiettivi più rilevanti
dell’Assessorato per il 2006.
Con il piano verranno sviluppati i criteri per la
definizione dei PRG comunali, soprattutto in riferimento al
loro dimensionamento ed alla perimetrazione dei centri
storici minori. Saranno inoltre individuati i poli
industriali di valenza provinciale e stabiliti i criteri per
i nuovi insediamenti produttivi, nonché per la
localizzazione della grande distribuzione commerciale. In
primo piano saranno posti i parametri per la valutazione
della sostenibilità ambientale, elemento fondante
dell’identità del territorio e delle sue eccellenze. In
questa prospettiva si inseriscono le proposte di modifica
del regolamento edilizio tipo regionale per la previsione di
progetti che utilizzino risorse energetiche rinnovabili
contemplando anche all’interno degli strumenti urbanistici e
dei regolamenti edilizi comunali meccanismi premianti come,
ad esempio, piccoli incrementi volumetrici o riduzione degli
oneri di urbanizzazione secondaria.
Questo percorso sarà il più possibile condiviso, partecipato
e vedrà coinvolti, innanzitutto i Comuni, gli ordini
professionali, le organizzazioni sindacali ed
imprenditoriali, le associazioni ambientaliste ma anche i
cittadini per un confronto aperto e democratico. Dal
dibattito e dalla consultazione sul territorio proverranno
certamente suggerimenti ed indicazioni utili a promuovere un
non più rinviabile riequilibrio tra una politica ambientale,
dei beni artistici, culturali e del paesaggio spesso
soccombente rispetto a politiche finalizzate esclusivamente
all’espansione degli insediamenti e delle infrastrutture.
Questo approccio non implica affatto una sorta di
“congelamento” della situazione che non agevola l’economia
senza risolvere la crisi ecologica e culturale. Si tratta
invece di avviare una politica del territorio che risponda
ad un sistema di obbiettivi non sbilanciato, in cui le
finalità di sicurezza, di valorizzazione della biodiversità,
di tutela del paesaggio, dei beni culturali non siano
subordinate a quelle dello sviluppo economico. Anche lo
sforzo in termini di risorse finanziarie ed umane che la
Provincia sta portando avanti per favorire l’adeguamento al
PPAR (piano paesistico ambientale) regionale degli strumenti
urbanistici di alcuni piccoli comuni che ne hanno fatto
richiesta (Smerillo, Cossignano, Montedinove, Montegallo) va
in questa direzione.
Edilizia Residenziale Pubblica.
Nell’aprile scorso la Regione Marche ha stanziato ben 7
milioni e 400 mila euro destinati all’edilizia residenziale
pubblica. All’Amministrazione Provinciale è stato assegnato
il compito di utilizzare queste risorse a favore delle
esigenze abitative dei Comuni. Verranno pertanto realizzati
250 alloggi destinati in parte alla vendita ed in parte alla
locazione. Ascoli Piceno è stata la prima provincia delle
Marche a definire la graduatoria dei 70 progetti pervenuti
che sarà ufficializzata a metà febbraio. Cospicue risorse a
cui si sono aggiunti, nel dicembre scorso, ulteriori
finanziamenti regionali alla nostra Provincia per oltre 1
milione e 900 mila euro. Tali fondi sono finalizzati a
completare una serie di interventi di edilizia sovvenzionata
nei Comuni di Montegranaro, Monte San Pietrangeli, Rapagnano,
Castorano, Comunanza, Grottazzolina e Cossignano per un
totale di 58 alloggi. Si tratta dunque di una risposta
concreta all’emergenza casa sempre più diffusa anche nel
nostro territorio.
Programma Attività estrattive
Con il “Programma delle Attività Estrattive”, approvato
alcuni mesi fa dal Consiglio Provinciale, si è data una
risposta certa agli imprenditori del settore che attendevano
questo strumento da anni.. Si tratta infatti di un piano che
regolamenta il comparto, recepisce i suggerimenti delle
imprese, rilancia il travertino, tutela i piccoli cavatori
ed ha il sostegno delle associazioni ambientaliste. In
totale il Piano permette di estrarre 920 mila metri cubi di
materiali all’anno. Nello specifico, tale dato comprende 735
mila metri cubi di ghiaia e sabbia, 45 mila di argilla, 20
mila di arenaria e 120 mila metri cubi di travertino. Sono
numeri rilevanti, se si considera che nel territorio
provinciale sono presenti due parchi nazionali in cui la
normativa nazionale regionale vieta qualsiasi tipo di
escavazione ed il Piano Paesistico Ambientale Regionale (PPAR)
consente l’estrazione di inerti esclusivamente sui crinali
di terza classe. Il 13 marzo prossimo scadranno, peraltro, i
termini per la presentazione dei progetti di coltivazione
delle cave.
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