|
Un Consiglio provinciale aperto a S. Benedetto sul tema
“Quali memorie, quanta memoria?” è il momento culminante
delle celebrazioni programmate dall’Amministrazione
provinciale in occasione della “Giornata della memoria” del
27 gennaio, istituita con legge dello Stato per mantenere
vivo il ricordo della “shoah”, lo sterminio del popolo
ebraico pianificato dal regime nazista.
Il programma si è aperto alle 9,30 di venerdì 27 gennaio con
la deposizione di corone d’alloro ai monumenti ai caduti di
viale Moretti.
Quindi, alle 10, nell’aula consiliare di viale De Gasperi,
si è svolta una seduta aperta del Consiglio provinciale.
Dopo i saluti del Commissario straordinario del Comune
rivierasco Carlo Iappelli, del Presidente del Consiglio
provinciale Giulio Saccuti, del Presidente della Provincia
Massimo Rossi e del Presidente provinciale dell’ANPI Tito
Alessandrini, a trattare il tema della giornata sono stati
chiamati il direttore della sede regionale delle Marche
della RAI Fausto Spegni e Costantino Di Sante, presidente
dell’Istituto provinciale per la storia del movimento di
liberazione delle Marche e dell’età contemporanea di Ascoli
Piceno.
Spegni, in RAI dal 1968, per molti annui ha lavorato al TG 2
occupandosi particolarmente di servizi speciali per il
programma “Dossier” ma anche per “Nosolonero” e realizzando
reportage in cui ha affrontato temi di carattere sociale in
Italia e all’estero.
Passato alla radio, nel 1994 è diventato caporedattore del
GR per cui ha curato numerose rubriche. Nel 1997 ha assunto
il ruolo di caporedattore centrale a Rai International, poi
è andato a dirigere la redazione regionale RAI della
Liguria. Quindi il passaggio alla sede regionale RAI per le
Marche. Spegni ha ricevuto numerosi premi per una lunga
carriera nell’informazione segnata dall’impegno civile.
Ricordiamo che la Provincia ha organizzato un altro evento
per la Giornata della Memoria, la mostra “Le ceneri di
Sobibor” in corso presso la Cartiera Papale di Ascoli Piceno
fino al 4 febbraio. La mostra, multimediale e interattiva, è
composta da 104 pannelli e da installazioni che
ricostruiscono i luoghi e gli ambienti del campo di
sterminio di Sobibor attraverso uno specifico percorso per
far conoscere come consapevolmente i nazisti pianificarono e
attuarono la soluzione finale. |