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Il Consiglio di amministrazione del CAAP (di cui la
Provincia è importante socio) ha portato a termine
un’importante operazione finalizzata ad azzerare il debito
senza chiedere altri soldi ai cittadini.
La Provincia di Ascoli Piceno, in qualità di socio pubblico
del Centro Agrolimentare, ha dato nuovo impulso a questo
organismo con tutta una serie di azioni progettuali volte a
rivitalizzare questa struttura e ad esaltarne le
potenzialità. In tale contesto il nuovo Consiglio, più
snello del precedente in quanto composto da 3 consiglieri, è
impegnato a mantenere il patrimonio e salvare la struttura
dando agli operatori del territorio una chance per
riconquistare il mercato locale. In questa prospettiva si
inserisce la decisone della vendita di immobili del Centro
Agroalimentare, operazione che ha ottenuto tre risultati di
grande rilievo: ha consentito di evitare il fallimento del
CAAP, ha scongiurato il ricorso a risorse della
collettività, attraverso i soci pubblici per ripianare i
debiti ed ha infine evitato che la struttura finisse ceduta
ad operatori economici che ne snaturassero l’identità
originaria di società consortile al servizio delle aziende
agricole del territorio.
D’altra parte la situazione pregressa del CAAP era
estremamente difficile, i debiti ammontavano infatti a
quasi 8 miliardi delle vecchie lire, il vecchio Consiglio
d’Amministrazione, composto da 15 membri, di fatto non
riusciva più a deliberare e la Banca d’Italia aveva posto in
sofferenza i crediti maturati dalle banche nei confronti
della società.
A quel punto per i soci pubblici risultavano praticabili tre
opzioni: mettere mano al portafoglio caricando quindi sulla
collettività le passività accumulate, procedere ad un
aumento di capitale per portare nella compagine sociale
altri soci privati, cedere degli immobili. La prima strada è
stata esclusa a priori e, dopo aver proposto un aumento di
capitale a cui nessuno ha aderito, si è scelta la strada
obbligatoria della vendita . Il nuovo Consiglio di
Amministrazione lo ha fatto nel modo più lungimirante : ha
fatto stimare gli immobili con perizia giurata e ha venduto
con riserva di proprietà agli attuali affittuari,
incamerando subito rispettivamente il 90 e il 95 per cento
del prezzo pattuito mentre il passaggio effettivo della
proprietà avverrà nel 2010: i soldi incassati serviranno,
oltre a ripianare il debito, a risparmiare interessi di mora
per 700.000 euro.
Si tratta di una operazione vantaggiosa se si considera che
gli immobili ceduti occupano una superficie di 6.500 metri
quadri a fronte di una superficie complessiva di 33.000
metri quadri a cui si aggiungono i 25.000 mq che è possibile
ancora realizzare. La legittimità della vendita prima della
scadenza del 2010 con riserva di proprietà è acclarata da
un parere del Ministero delle Attività produttive che erogò
i finanziamenti per la realizzazione dell’opera. |