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Piceno News - Numero 74 - 10 febbraio 2006 - www.provincia.ap.it/pn |
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Il Centro Agroalimentare verso il rilancio |
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Il Consiglio di amministrazione del CAAP (di cui la Provincia è importante socio) ha portato a termine un’importante operazione finalizzata ad azzerare il debito senza chiedere altri soldi ai cittadini. La Provincia di Ascoli Piceno, in qualità di socio pubblico del Centro Agrolimentare, ha dato nuovo impulso a questo organismo con tutta una serie di azioni progettuali volte a rivitalizzare questa struttura e ad esaltarne le potenzialità. In tale contesto il nuovo Consiglio, più snello del precedente in quanto composto da 3 consiglieri, è impegnato a mantenere il patrimonio e salvare la struttura dando agli operatori del territorio una chance per riconquistare il mercato locale. In questa prospettiva si inserisce la decisone della vendita di immobili del Centro Agroalimentare, operazione che ha ottenuto tre risultati di grande rilievo: ha consentito di evitare il fallimento del CAAP, ha scongiurato il ricorso a risorse della collettività, attraverso i soci pubblici per ripianare i debiti ed ha infine evitato che la struttura finisse ceduta ad operatori economici che ne snaturassero l’identità originaria di società consortile al servizio delle aziende agricole del territorio. D’altra parte la situazione pregressa del CAAP era estremamente difficile, i debiti ammontavano infatti a quasi 8 miliardi delle vecchie lire, il vecchio Consiglio d’Amministrazione, composto da 15 membri, di fatto non riusciva più a deliberare e la Banca d’Italia aveva posto in sofferenza i crediti maturati dalle banche nei confronti della società. A quel punto per i soci pubblici risultavano praticabili tre opzioni: mettere mano al portafoglio caricando quindi sulla collettività le passività accumulate, procedere ad un aumento di capitale per portare nella compagine sociale altri soci privati, cedere degli immobili. La prima strada è stata esclusa a priori e, dopo aver proposto un aumento di capitale a cui nessuno ha aderito, si è scelta la strada obbligatoria della vendita . Il nuovo Consiglio di Amministrazione lo ha fatto nel modo più lungimirante : ha fatto stimare gli immobili con perizia giurata e ha venduto con riserva di proprietà agli attuali affittuari, incamerando subito rispettivamente il 90 e il 95 per cento del prezzo pattuito mentre il passaggio effettivo della proprietà avverrà nel 2010: i soldi incassati serviranno, oltre a ripianare il debito, a risparmiare interessi di mora per 700.000 euro. Si tratta di una operazione vantaggiosa se si considera che gli immobili ceduti occupano una superficie di 6.500 metri quadri a fronte di una superficie complessiva di 33.000 metri quadri a cui si aggiungono i 25.000 mq che è possibile ancora realizzare. La legittimità della vendita prima della scadenza del 2010 con riserva di proprietà è acclarata da un parere del Ministero delle Attività produttive che erogò i finanziamenti per la realizzazione dell’opera. |