Numero 76
Anno III, 2006
24 febbraio 2006

Indice:

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E' morto il consigliere Luigi Trivellizzi

BILANCIO

Doppia convocazione del Consiglio provinciale

LAVORI PUBBLICI

Inaugurata la sede di Economia a S.Benedetto del Tronto

I lavori di ristrutturazione del palazzo: un gioiello riconsegnato a tempo di record

TRASPORTI

Traffico, interviste agli automobilisti

Regole più semplici per gli autotrasportatori

AMBIENTE

Attività venatoria sicura, nessun pericolo - aviaria

Parte la pesca alla trota, gli uffici della Provincia aperti il sabato

Nuova vita e tante iniziative al rifugio “Mario Paci”

URBANISTICA

Giovani coppie e famiglie numerose: la Provincia agevola l’affitto e l’acquisto di case

SOCIALE

Stimolazione basale, un metodo per aiutare i bambini con gravi handicap

CULTURA

Ernesto Verrucci, un piceno alla corte d’Egitto

NOTIZIE DAGLI ALTRI ENTI

Altri 28 cervi tornano liberi nei Sibillini

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Porto Sant’Epidio, il punto sui Lavori Pubblici

Porto Sant’Elpidio, funziona la raccolta differenziata

 

Arretrati

Agenda


Ernesto Verrucci, un piceno alla corte d’Egitto
 



Il villino Verrucci
 

L’ultimo numero della rivista “Pharaon Magazine” dedica un ampio articolo alla figura dell’architetto nativo di Force che ha trascorso quasi tutta la vita al servizio di Re Fuad lasciando importanti segni della sua opera

 

Un grande risalto viene dato alla vita dell’architetto Verrucci in un articolo della rivista Pharaon Magazine del mese di febbraio, appena giunta in edicola, ultima nata tra i periodici della De Agostini di interesse archeologico (di cui i lettori apprezzano da tempo le riviste Archeo e Medioevo), interamente dedicata all’Egitto, dalla millenaria civiltà faraonica, passando per “l’Egittomania”, con spaccati nella vita dell’Egitto moderno.

Ernesto Verrucci (1874-1945) era a nato a Force, il comune in Provincia di Ascoli Piceno noto sin dal Medioevo per la lavorazione del rame, ma dopo gli studi di architettura si era trasferito in Egitto, dove trascorse quasi tutta la sua vita alla corte del re Fuad.

La sua brillante carriera comprende numerosi lavori di ristrutturazione e nuove costruzioni di palazzi reali al Cairo e ad Alessandria d’Egitto, arredati con marmi, mosaici e mobili preziosi, tutte attività a cui Verrucci soprintendeva personalmente.

Tra le sue funzioni c’erano anche delicate missioni diplomatiche all’estero e viaggi in tutto il territorio egiziano, volti a tutelare e documentare le diverse civiltà che caratterizzarono la storia di questo paese, da quella faraonica a quella copta ed araba, con le loro splendide testimonianze artistiche.

Uno di questi viaggi nella Valle dei Re, insieme al re Fuad, viene documentato nello stesso articolo da una serie di foto storiche, conservate nella Biblioteca Comunale di Ascoli Piceno (Fondo Verrucci), in cui c’è anche la testimonianza dell’incontro, nel 1923, con Howard Carter, il famoso scopritore della tomba inviolata del faraone Tutankhamon.

Tornato in Italia nel 1936 l’architetto si ritirò a Force in un villino che si era costruito all’ingresso del paese (nella foto) ed ancora oggi non smette di incuriosire quanti vi passano davanti, per il suo stile del tutto originale rispetto all’edilizia locale, con una torretta simile a quella utilizzata nella costruzione del palazzo di Montaza ad Alessandria d’Egitto, per il quale si era ispirato alla Torre medievale del Mangia a Siena.

Nella Pinacoteca di Ascoli Piceno sono esposte alcune opere della sua collezione d’arte, da lui stesso donate, tra cui un suo bellissimo ritratto del pittore ungherese Philip Alexius de Laszlo, negli anni Trenta ricercato ritrattista nelle corti europee e negli Stati Uniti.

La rivista Pharaon, diretta da Giuseppe Della Fina, si avvale come Presidente del comitato scientifico di Zahi Hawass, Segretario generale del Consiglio superiore per le antichità egizie del Cairo, e viene distribuita non solo a livello nazionale, ma anche all’estero.

Nello stesso numero oltre a interessanti articoli sulla civiltà egiziana antica si trova accanto all’articolo su Verrucci uno spaccato del mondo degli studi dell’Egitto negli stessi anni Trenta, con un intervento di Luciano Canfora, uno dei più brillanti studiosi italiani contemporanei, incentrato sul mistero di un papiro, sul quale ha da poco scritto un saggio “Il papiro di Dongo” pubblicato dall’Adelphi, che ha suscitato molte interesse per il collegamento con le note vicende politiche della fine della seconda guerra mondiale, tra cui il favoleggiato “tesoro di Dongo”.

Quindi sono molti i motivi di interesse per i lettori del nostro territorio, tra cui un’occasione in più di conoscere un illustre cittadino piceno, come Verrucci, che si è fatto onore fuori dai nostri confini, e che ci spinge ancor più ad essere fieri della nostra origine.

Adele Amadio

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