Vigilanza venatoria e ittica: la Regione punta sul “Modello Macerata” per rafforzare il controllo del territorio
Pubblicato il 26 marzo 2026 • Ambiente , Protezione Civile , Sicurezza
L’integrazione del volontariato sotto la regia della Polizia Locale permetterà un controllo capillare non solo sul prelievo venatorio, ma anche sulla gestione dei danni causati dalla fauna selvatica
Si è tenuto martedì 24 marzo, presso la sede della Regione Marche, un importante tavolo di confronto tra l’Amministrazione regionale, rappresentata dall’assessore alla Caccia Giacomo Bugaro, e i vertici delle Province marchigiane. L’obiettivo è affrontare la criticità della vigilanza venatoria e ittica attraverso un piano d’azione coordinato.
All’incontro hanno partecipato i Presidenti delle Province di Ancona, Fermo e Ascoli Piceno, la direttrice di Upi Marche Valeria Ciattaglia e i Comandanti delle Polizie Locali provinciali.
L’assessore Bugaro ha evidenziato come i vincoli di bilancio impediscano attualmente nuove assunzioni pur riconoscendo quanto la vigilanza sia un’attività complessa: “Non si può improvvisare, la vigilanza venatoria e ittica è un’attività seria che richiede anni di esperienza e una conoscenza profonda degli usi e degli abusi del territorio. Gli operatori attuali rappresentano un patrimonio di professionalità che dobbiamo tutelare e integrare” ha sottolineato. E’ importante quindi integrare il lavoro già svolto dalla polizia provinciale intensificando il rapporto con le guardie volontarie. Da questo punto di vista, la Regione ha individuato nella Provincia di Macerata l’esempio più virtuoso: Macerata è riuscita a mantenere un sistema efficace di coordinamento tra Polizia Provinciale e guardie volontarie venatorie e ittiche (GGVV). I corsi di formazione e aggiornamento dovranno essere organizzati dalle Province per permettere un migliore coordinamento da parte dei Comandanti, per questo l’Assessore ha annunciato che a breve sarà proposta anche una revisione della LR 7/95.
Durante l’incontro sono anche emersi i dettagli economici necessari per replicare questa struttura su scala regionale. La proposta ha carattere di urgenza: la Regione punta ad avere i nuovi protocolli operativi in tempo per l’apertura della prossima stagione venatoria. L’integrazione del volontariato sotto la regia della Polizia Locale permetterà un controllo capillare non solo sul prelievo venatorio, ma anche sulla gestione dei danni causati dalla fauna selvatica. Bugaro ha rivolto un appello alla massima collaborazione tra gli enti. Pur riconoscendo il ruolo fondamentale dei Carabinieri Forestali, l’assessore ha chiarito che le competenze della vigilanza venatoria provinciale sono specifiche e non sovrapponibili a quelle dell’Arma, richiedendo una figura di controllo dedicata e di prossimità.
“È la formula più snella e con il miglior riscontro economico- ha concluso Bugaro – vogliamo che le Province possano tornare a contare su una vigilanza forte, capace di garantire legalità e sicurezza nel nostro entroterra.”